venerdì 15 luglio 2016

La haine




Che l'orrore possa non spegnere mai i vostri sorrisi e turbare i vostri sonni. Che la follia che sta schiacciando i nostri cuori possa terminare prima che dobbiate muovere i primi passi da soli in questo mondo che oggi, una volta ancora, assomiglia più ad un terribile videogioco di morte che alla realtà che noi genitori sogniamo per voi. 
Che io possa essere in grado di proteggervi dalla crudeltà e dall'odio, sia di quelli che compiono queste vomitevoli azioni, sia di coloro che approfitteranno per aggiungere ignoranza e odio a quanto già presente negli atti ignomignosi che oggi hanno colpito Nizza. Stanotte non dormirò tranquilla sapendo di avervi messi al mondo in un periodo così buio.

Vi amo
La Mamma

martedì 17 maggio 2016

Rebecca Demetra

Essere mamma una seconda volta...
Se ci penso che quattro anni fa sembrava un sogno proibito. E invece eccoci qui, tu nella cullina a fare la nanna e tuo fratello davanti a Masha e Orso con tosse e raffreddore. E io a ritagliarmi questi minuti per ripercorrere la strada che ci ha portati a te.



Mi ricordo che da subito ho pensato che fossi femmina. I sintomi erano molto diversi da quelli che avevo avuto con AleLeo (per il quale sentivo che fosse maschio dall'inizio) e poi non so.  Ogni volta che dicevo "il bimbo" dentro di me sorgeva spontanea una domanda: "Perchè parlo al maschile?".
Ricordo anche che il primo nome che ho pensato per te era Diletta, la figlia tanto desiderata. Poi abbiamo cambiato idea. Dovevi essere solo Demetra ad un certo punto, ma un'eco in 3D ha rivelato una sirenetta sorridente e quel nome così importante e adulto non somigliava a quell'immagine sbarazzina. (Avessi saputo che saresti somigliata ad una nonnina appena nata...)
Ricordo quel week end romantico con papà e i giochi che ci hanno portati a scegliere il tuo nome. Dalla lista iniziale abbiamo tolto due nomi a testa, poi salvati due nomi a testa e così via fino ad arrivare a cinque. A quei cinque (Olivia, Morgana, Sveva, Rebecca, Demetra) abbiamo dato un punteggio da uno a cinque per il significato, il suono con il cognome, il diminutivo (Becca come la figlia di Hank Moody), il carattere che rispecchiava secondo noi e il gusto personale. Non c'è stata gara e tu hai cominciato a rispondere in maniera chiarissima ad ogni nostro richiamo con quello che sarebbe stato il tuo nome definitivo.
Ricordo una gravidanza abbastanza faticosa, tra il solito diabete gestazionale, la sciatica, la pubalgia, le contrazioni e soprattutto il maledetto odioso reflusso che mi ha condannato ad un ultimo mese terribile.
E poi soprattutto i tuoi movimenti, percepiti così presto, non mi hanno mai abbandonata, forti e costanti. Il singhiozzo della sera che hai tuttora anche fuori dalla mia pancia. Quanta voglia avevo di conoscerti e di vederti. L'idea che potessi o no assomigliare a tuo fratello aumentava la mia curiosità.
E dopo tutto il tempo passato a viverci da dentro, è finalmente arrivato il momento di dare sfogo ai sensi in attesa.
Sei nata dopo un travaglio tutto sommato veloce, due ore di contrazioni relativamente sopportabili in cui la mamma ha fatto la buffona come suo solito, un'ora più complessa al termine della quale ho avuto davvero paura di non essere abbastanza forte da darti alla luce e poi, grazie all'ostetrica Ida, che non ha permesso ai miei timori di realizzarsi e a me di crollare (e alle mani di papà che si sono lasciate torturare volentieri dalle mie) dopo tre spinte la tua testa è uscita da me, rimanendo impegnata per qualche secondo, donandoti un colorito cianotico che ha tanto spaventato tuo padre.




Poi sei venuta alla luce.
E hai pianto. Terrorizzandomi.
Quando è nato tuo fratello aveva gli occhi aperti spalancati e mi guardava. Non ha fatto un fiato. Ed è stato un neonato gestibile e tranquillo.
Tu sei nata con gli occhi chiusi, il viso incazzato e urla belluine (le stesse che ho prodotto io durante la fase finale del parto). Ho pensato "non dormirò mai più" . Invece poi abbiamo fatto conoscenza e ti sei rivelata persino più serena del tuo fratellino. Due ore pelle a pelle, con te che scoprivi il mio odore e la mia consistenza e io che studiavo i tuoi lineamenti e godevo del tuo calore.


Quando è arrivata l'ora di uscire dalla sala parto abbiamo chiesto di aspettare l'arrivo di AleLeo che nonna Tony era andata a prendere. Ci tenevo che loro due ci fossero a vederti. Credo che saranno senza dubbio tra le persone più importanti della tua vita. Ma non mi aspettavo che le infermiere (complice il fatto che non c'era altra partoriente) facessero entrare il tuo fratellino che ci è corso incontro nel corridoio sbatacchiando un mazzo di fiori a gambo lungo che non sono arrivati proprio integri all'incontro con me, che sono stata subito sgridata per averlo preso in braccio (pare che si possa svenire dopo aver partorito... hhihihih).

Siamo usciti così a farci conoscere dal mondo, come una famiglia. Noi quattro.

E una volta arrivati in camera sei stata buonissima e hai riposato dandomi il tempo di coccolare il tuo fratellino e leggergli il libro che "tu gli hai regalato".
Il tuo fratellino che ora ti da il ciuccio quando piangi, che mi chiede di dirti di guardarlo, che vuole sapere quando sarai abbastanza grande per giocare con lui, che è curioso di vedere la tua cacca, che ti apostrofa con "non si sente niente!" quando piangi troppo forte, che mi esorta a darti "la puppa" per calmarti, che dice di te "la mia sorellina" e che ti sussurra "ti amo tanto Rebecca".




E' già passato un mese e mezzo ormai e tu non arrivi ancora a 4 kg, ma già il tempo mi sfugge di mano, so che domani sarai grande e adolescente e discuteremo a lungo e così cerco di godermi ogni istante con te.

Sarà un'avventura crescere insieme ed io non vedo l'ora di viverne ogni momento.
Non so se sarò costante nello scrivere di te, ma so che sarò costante nell'amarti, nel baciarti (finchè mi sarà consentito), nell'annusarti e nel conoscerti.

Spero di essere la mamma che meriti.
Grazie per averci scelti.

Con amore
Mamma

martedì 17 giugno 2014

Giulia Passione: 17 mesi

Oggi, 17 giugno fai 17 mesi tu che sei nato il 17 gennaio.
E ora che mi vengano a dire che il 17 è un numero sfortunato quando tu, tu mio Leoncino, tu sei la mia più grande fortuna insieme a papà.

Quando qualcuno mi diceva che ad un certo punto ti avrei visto cambiare con una velocità inimmaginabile e che dalla sera alla mattina avrei avuto davanti agli occhi un bambino diverso non mentiva (solo precorreva un bel pò i tempi, visto che me lo diceva più di un anno fa). E quando leggevo da Eva (blog che consiglio e che ho letto da cima a fondo poco tempo fa) di come il suo N.E. fosse cambiato con una rapidità che neanche Italo, quello dei treni, mi stupivo.

E invece è proprio così. Sei un fiume in piena, inarrestabile, irrefrenabile, incontenibile.
Sei meraviglia e stupore. Sei fatica ed impegno. Sei ogni istante di ogni mia giornata e di ogni mattinata in cui spero sempre di dormire un pochino di più.

Alessandro Leone a Carnevale


Ho fatto questo gioco per i tuoi 9 mesi, per i tuoi 15 mesi e lo faccio anche oggi, mentre tu dormi nel lettino che immagino dovrebbe contenerti fino ai 4/5 anni ma che mi sembra così corto per te, già ora (e non è che tu sia uno stangone, anzi).

Ti piace:

tirare i capelli e non c'è sgridata che tenga
abbracciare le persone a cui vuoi bene
baciare sulla bocca le bambine e ultimamente è capitato anche con i bambini
risalire lo scivolo al contrario, possibilmente da solo e centinaia di volte
camminare
la mamma che fa la scema
il papà che fa lo scemo
i nonni che fanno gli scemi (bella famiglia insomma)
le ciliegie
tirare i peli ai gatti fino a farli urlare
rincorrere i gatti e ridere a crepapelle quando scappano
rimettere a posto i giochi
chiedere l'acqua anche quando non hai voglia di bere perchè sai che nessuno ignorerà la tua richiesta e quando nient'altro funziona allora... glu glu glu
nuotare e mettere la testa sott'acqua
la palla, la palla, la palla, palla palla palla palla palla palla
andare in bici e da poco ti piace anche il casco, tanto che lo vuoi mettere anche quando sei in casa
uscire e in questi ultimi giorni con la mani bocca piedi e la febbre alta hai cercato di evadere in qualsiasi modo, visto che eravamo rinchiusi in casa
il ballo del qua qua, tanto che appena sveglio la prima cosa che dici a volte è PA PA PA battendoti le mani al petto simulando delle ali
obbligare le persone a fare quello che vuoi tu, tirando mani e spostando masse per raggiungere il tuo obiettivo


Non ti piace:

che ti si dica di no
aspettare per qualsiasi cosa. Sei profondamente impaziente e non so da chi hai preso cazzoquantocimettoascriverequestopostcazzo
camminare con la mano. Fosse per te saresti già indipendente e vivresti da solo a casa tua
gli obblighi
il taglio delle unghie
essere costretto fisicamente
che mamma o papà stiano al pc

Sai:

dire: mamma, papà, pappa, nonna (gnogna), nonno (gnogno), palla (lalla), grazie (accie), Ale (LEA), gatto (cacca), schiaccia (ciack), Cocco (cacca), cacca
imitare la mamma: come fa la mamma? gnagnagnagnagna (detto tipo blablabla)
fare i versi di: cane, gatto, asino, mucca, pecora, rana, leone, cavallo, papera, drago, pesce, gallo, orso, scimmia, macchina ed è più difficile per me ricordarmeli tutti che per te farli
camminare, correre, salire le scale da solo, scenderle con la mano, accendere la tv
ridere di cuore e ridere per far ridere
conquistare tutti
farti capire per tutto ciò che vuoi
FARE I CAPRICCI e questo mi fa impazzire letteralmente perchè io giuro non te l'ho insegnato
  
Hai:

sempre 8 denti ma almeno altri 4 inossati da un sacco di mesi
capelli rasati a zero perchè è estate e io non mi rassegnerò mai a quei tagli di moda che su un bimbo proprio non mi piacciono. Corti d'estate lunghi d'inverno. Come vengono vengono
pustole dovunque, residuo della mani bocca piedi
il pisello sempre duro tranne quando hai la febbre
mani decise e abbracci da bimbo grande
muscoli corti e definiti
occhi meravigliosi
bocca da baciare
nasino bellissimo e orecchie perfette


Questo elenco amore mi pare così povero rispetto a tutta l'energia, la vita, il colore che tu porti nelle nostre vite. E devi scusarmi se in questo ultimo mese o quasi la mamma non è stata al massimo della forma ma ci teneva davvero tanto a farti diventare fratello maggiore.
Ti prometto che non smetteremo mai di cercare di darti ciò che reputiamo il meglio. Che sia una famiglia più ampia e piena di possibilità di amare, che sia un paese degno, emigrando, o un reddito un pochino più alto, cercando e trovando un lavoro per la mamma.
Di sicuro non smetteremo mai di amarti, ma chiunque ti abbia visto dal vivo sa che sarebbe impossibile, perchè, senza temere di sembrare una reclame degli anni '50, tu sei stupefacente e indescrivibile.

Sempre con tutto l'amore del mondo (ma non rompere le scatole mentre preparo la pappa perchè DEVE CUOCERE!!!)
La mamma

mercoledì 28 maggio 2014

I HAD a dream

Ho sognato che una notte, più precisamente il giorno della liberazione, la mia ultima nonna (quella materna) si liberava delle sue spoglie terrene.
Ho sognato che dopo due test negativi il giorno dopo abbiamo fatto l'ennesimo test ed era positivo.
Ho sognato che dicevo a Ford "Allora non sono pazza!", riferendomi al fatto che so ancora credere e sognare dopo anni di sconfitte cocenti.
Ho sognato che telefonavo a mia mamma per dirle che nonna Silvia ci aveva fatto un regalo ed era arrivata un'acciughina a fare compagnia ad AleLeo.
Ho sognato sintomi. Stitichezza, seno dolente, senso perenne di nausea, voglia inarrestabile di pomodoro in tutte le sue declinazioni, 8 pipì a notte, pancia lievitata.
Ho sognato che l'acciughina sarebbe nata a Dicembre, sarebbe stata del segno del Sagittario e che questo faceva ridere perchè in 4 noi saremmo stati Scorpione, Sagittario, Capricorno e Acquario, tutti di seguito, tutti gli elementi in una sola famiglia.
Ho sognato che l'acciughina sarebbe nata nel 2014 nascendo così nell'anno cinese del Cavallo, facendo anche in questo modo un divertente filotto: Serpente, Cavallo, Capra e Scimmia.
Ho sognato che avrebbe avuto poco meno di 2 anni di differenza con AleLeo, che sarebbero stati fratelli vicinissimi.
Ho sognato che ce l'avevamo fatta, stavolta senza penare troppo e da soli.
Ho sognato un miracolo.

Poi.
Ero su un lettino ginecologico e un monitor rifletteva ciò che una sonda vedeva dentro di me. Non so se sono passati più di due secondi prima che mettessi a fuoco che mi ero svegliata. E nel peggiore dei modi.
Un'acciughina di 3 cm. Immobile. Senza battito.
Anzi ho notato prima che era senza battito, anche se siamo stati un bel pò con la ginecologa a cercarlo, lei che ci conosce bene e sa quanto questo significhi per noi. L'immobilità l'ho notata dopo.

Pazienza mi dico, sarà per un'altra volta, se ci sarà.
Pazienza mi dico, ci sono cose peggiori.
Pazienza mi dico, domani in ospedale mi porto le ultime puntate di Revenge e Vampire Diaries, passerà in fretta.
Pazienza mi dico, l'importante è che AleLeo stia bene.
Pazienza mi dico, andrò in Egitto senza patemi d'animo.
Pazienza mi dico, l'importante è che noi siamo insieme e ci amiamo.

Pazienza mi dico.
Pazienza.






"Agnese dolce Agnese color di cioccolata adesso che ci penso non ti ho mai baciata"


giovedì 17 aprile 2014

Giulia Passione: 15 mesi


15 mesi sono tanti. Sono così tanti che certe volte mi sembri già un bimbo grande. Mi devo forzare per ricordarmi che così non è e che certe volte non posso pretendere da te che ti ricordi tutti i divieti che questi vecchi grandi ti impongono.
15 mesi e non un secondo che non ti abbia amato tantissimo. Neanche in questo ultimo mese e mezzo che mi hai fatta un pò impazzire con il sonno. Però dai, per il momento l'abbiamo sfangata e possiamo dire di aver risolto la situazione. Almeno fino alla prossima volta.

Come per i 9 mesi facciamo un piccolo ricapitolo di a che punto sei, anche se nessuna parola (tanto meno scritta da me) potrebbe mai descrivere la tua risata, i tuoi sorrisi, il tuo annusare, la tua foga, il tuo piglio nel prendere le persone per mano per portarle dove vuoi tu a fare ciò che vuoi tu.

Ti piace:

far fare agli altri ciò che vuoi che facciano
la palla
la palla
la palla (impazzisci letteralmente per la palla)
toccare ciò che non devi se nessuno ti presta attenzione pur sapendo che verrai sgridato, ma se quello è l'unico modo fai di desiderio virtù
mangiare ciò che mangiamo noi: ormai è impossibile proporti qualcosa che non sia uguale a ciò che è presente nel nostro piatto
Via dei Matti numero 0
Il coccodrillo come fa
La pappa al pomodoro
camminare svelto e farti rincorrere
giocare a nasconderti nella tenda per farti cercare da papà
tirare fuori TUTTI i giochi
andare in bici con mamma
la testa di Hello Kitty (che mamma e papà ti danno solo se ti siedi sul vasino)

Non ti piace:

il casco della bici
farti cambiare sul fasciatoio
essere sgridato anche se sai che mamma ha ragione. Allora non piangi ma mi guardi finchè a me viene da ridere e allora mi vieni incontro per essere abbracciato e consolato
le porte chiuse
tagliare le unghie
essere messo nel passeggino perchè vorresti sempre camminare
aspettare che il cibo cuocia. Non hai ancora capito che ci va del tempo tra mettere su la pappa e mangiare

Sai:

camminare
bere dal bicchiere facilitato
bere dai brik con la cannuccia
fare le costruzioni
far girare la palla per terra
lanciare la palla
cercare gli oggetti sotto il sofà
battere le mani
fare i versi di: leone, cane, elefante, papera, rana, pecora e cavallo
fare ciao
ballare girando su te stesso, abbassandoti sulle ginocchia e battendo le mani
lavarti i denti
cercare di telefonare alla nonna
dire: mamma, papà, pappa, nanna, cacca, cocco, nonna, palla
ridere come un matto e conquistare tutti

Hai:

8 denti
capelli lunghi e folti
un muso da far morir dal ridere e dall'amore insieme
occhi intensi
volto espressivo
la capacità di esprimere una gamma piuttosto ampia di sentimenti



Amore mio, sei la conquista più grande che mamma abbia fatto e ieri, mano nella mano, in una giornata splendida di sole, in quel giardino, con la fiducia che avevo 2 anni fa, mi è sembrato tutto giusto, la fatica, le difficoltà, gli scoramenti, i pianti e la sofferenza. Se questo era il percorso per arrivare a te, è stato fin poca cosa in confronto alla gioia che mi da vederti ogni mattina, stropicciarti gli occhi e giocare con i capelli mentre sdraiato sulla tua poltroncina bevi il latte ancora assonnato.
E anche se stai imparando a volare ed è giusto, non posso non ammettere di provare un piacere intimo e caldo nel fondo del cuore ogni volta che mi vuoi, che vuoi me e nessun altro, anche se a volte è faticoso.
E tu vola amore, non ti fermare mai a guardare indietro, non ti far frenare dall'amore. Vivi la vita migliore che puoi. Tanto mamma non se ne va da nessuna parte e sarà sempre casa tua.

Con amore sempre
La mamma

AleLeo, l'intellettuale di sinistra

lunedì 3 marzo 2014

Giulia Passione: Caro Leo

Caro Leonardo Wilhelm DiCaprio,
ti scrivo per farti una proposta che non potrai rifiutare.

Ormai da anni l'Academy si rifiuta di consegnarti la meritata statuetta, nonostante tu sia, indiscutibilmente, un talento artistico con i fiocchi. 

Io credo che tu non sia troppo felice di queste perenni esclusioni, di queste sconfitte annuali.

Ed ecco che arrivo io con una soluzione certa e definitiva. 

Caro Leonardo Wilhelm DiCaprio, mi sembra chiaro che il problema reale che hai con quei vecchioni dell'Academy sia che hai troppa figa intorno. Sai, anche loro ne vedono passare tanta, ma immagino che ne usino troppa poca, mentre tu passi da BAR (la Dea) a BLAKE, da LIV ad AMBER e via andare.


Allora Leo, mi permetto di entrare in confidenza, io ti propongo di farti un red carpet con me. Prometto di non depilarmi, di coltivare i baffi, di tenermi la ricrescita e di acquistare un vestito da Pimkie per la serata. Di una taglia sbagliata.

Sono certa che a quel punto l'Academy si ricrederà su di te e mossa a pietà ti consegnerà non una, non due ma ben tre statuette in una botta sola.

Mi chiedi cosa voglio in cambio, Leo caro?


TE.

Con devozione eterna.
Giulia Passione 


PS: poi dopo il red carpet mi depilo eh!

giovedì 13 febbraio 2014

Perchè mi chiedete di cambiare?

C'è questa roba che mi ribolle dentro da anni, ogni volta che mi riascolto le stesse frasi:

"Se vuoi stare al mondo, ti devi adattare"
"Il mondo è fatto così che ci vuoi fare?"
"Alla fine se ti ostini starai male solo tu"


E io mi chiedo, porca di una troia, ma perchè la vita dev'essere un gioco al ribasso? O meglio, perchè lo deve essere per noi poratchi? Perchè io sono stra sicura che ai livelli "alti" (culturali ma soprattutto economici) col cazzo che a qualcuno si dice di fingere di essere peggio per potersi meglio adattare.

Per spiegarmi meglio, l'evento scatenante di questo momento è il colloquio che ho sostenuto a metà del corso che sto frequentando e che doveva servire per definire meglio le mie aspettative sullo stage finale.
[sono in cassa integrazione e, considerato che fino al 17 gennaio avrei avuto le ore di allattamento e quindi sarebbe stato impossibile essere assunta da chiunque, mi sono buttata in questo corso post-diploma di 900 h di cui 630 di lezione e 270 di stage. Stage che, per quanto mi riguarda DEVE essere uno stage per inserimento e non uno stage di formazione]

Insomma durante questo colloquio le uniche frasi che sono venute fuori sono state:
"Se metti la laurea non puoi chiedere un posto da operaia"
"Se lasci i diplomi artistici vieni scartata per qualsiasi cosa"
"Con questo cv non ti considerano come segretaria, perchè non hai l'esperienza specifica"
"Aggiungi che hai fatto questa mansione anche se non è vero perchè il tuo obiettivo è sederti su quella sedia, poi il resto si vedrà"

Allora, io so che la persona che mi ha fatto questo colloquio è in buona fede e mi vuole aiutare e non sono arrabbiata con lei, ma il fatto è che io sono quella che sono. E anche se ho tanti difetti, lavorativamente sono una cazzo di macchina da guerra. In ogni ruolo che ho svolto ho sempre dato il massimo e ho sempre ottenuto i migliori risultati.

Ma qui si gioca sul fatto di essere CONFORMI.

Mentre sul mio cv c'è che ho fatto il DAMS (anzi no, ho già corretto con Scienze della Formazione, che è un pò meno "ridicolo"), c'è che sono un'artista circense diplomata, c'è che sono un'attrice diplomata, che ho lavorato in teatro. E poi c'è il mio unico lavoro "serio" quello in cui sono stata assunta per fare la commessa part-time 16h e dopo 3 anni ero la responsabile di un settore intero con 10 persone da gestire.

Eppure devo nascondere che ho studiato, devo nascondere che sono una persona passionale, devo nascondere che avevo responsabilità perchè le aziende cercano persone che non sanno pensare con la loro testa.

E allora fingi.

Beh, io che sono un'attrice non so fingere. Non so mentire. Non so essere chi non sono.

Questa cosa mi tormenta da sempre. Perchè bisogna fingere anche con le persone per essere accettate. Perchè questo è un paese dove la diversità è un handicap invece che un'opportunità.

Voglio andare via. Lo so che sarà così dappertutto ma forse c'è qualche posto dove esiste la curiosità verso l'altro, dove non c'è la paura di chi la pensa diversamente da te ma anzi c'è la spinta a discutere e capirsi, pur eventualmente rimanere della propria opinione.

Parlando di figli con un mio compagno di classe, l'unico con cui vado piuttosto d'accordo e un ragazzo dolce e sensibile a cui mi sono affezionata, dicevo che io non ho intenzione di sottoporre AleLeo ai sacramenti poichè noi Ford siamo atei/agnostici e riteniamo non solo che la fede sia qualcosa di completamente diverso dalla religione ma anche che sarà AleLeo se e quando avrà curiosità per il mondo spirituale a chiedere informazioni. E che nel caso cercheremo di spiegargli tutto nella maniera più equilibrata possibile tentando di non influenzarlo fortemente nelle sue eventuali scelte successive.

"E se poi ti viene a chiedere come mai lui non fa la comunione mentre tutti i suoi amici la fanno e fanno anche la festa dopo?"
"Allora gli spiegherò che io e papà non crediamo nella religione e nelle istituzioni religiose ma che esistono varie fedi e che alcune persone quando credono vogliono partecipare ad alcuni eventi per testimoniare ciò che provano"
"Sì ma cosa vuol dire? Comunque lo influenzi così"
"Certo che lo influenzo, è mio figlio. Ma cerco di influenzarlo al pensiero aperto. Esistono tante persone che vivono le cose in maniera diversa e non c'è giusto o sbagliato in questo. Lo sbaglio sta nel giudicare chi fa diversamente da noi senza cercare di capire perchè fanno quello che fanno."
"Va beh ma scusa e all'oratorio? Cioè se lui non può andare all'oratorio? TI SEMBRA NORMALE?"

Ecco.
E io ora sono depressa.

Faccio tutta la fatica del mondo per cercare di essere la migliore possibile quando in realtà mi si chiede di essere come tutti gli altri.

Che noia.
Che barba.
Che barba.
Che noia.

Auguri a me, che ho superato gli anni di Cristo e con questo ormai è sicuro che non diventerò famosa da giovane.

E siccome questo post è una merda o un gatto attaccato ai coglioni ecco AleLeo che così vi ripigliate (se siete arrivati a leggere fino a qui).



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