venerdì 31 marzo 2017

Rebecca Demetra's first year



Buon compleanno Scricciolo, Culo Dritto,
sette kg appena raggiunti di ricciolini matti, sopracciglia aggrottate, urla imperative e risate matte quando ti fa ridere AleLeo. Di facce strofinate l'una contro l'altra, di testa sulla spalla, di sguardi e abbracci in questa esatta sequenza, di fasce e marsupi, di alto contatto ma non troppo, proprio come i gatti, di levatacce e esasperazione, di gambe che non stanno mai mai mai mai mai ferme, soprattutto quando dovrebbero starci, di sorrisi sghembi e preziosi, di Planetes, i fumetti di papà, presi e scopertinati ogni momento del giorno, di capriccetti, di corse verso tuo papà come se fosse l'aria che respiri, di amore e ammirazione per AleLeo (ma anche di "tieni le mani al tuo posto che non ho voglia di essere toccata"), di ciao ciao ciao, di primi tentennanti passi, di piedi che non vogliono le scarpe, di pranzi e cene che sono un tormento per la mia schiena ogni istante piegata per raccogliere oggetti, cibo, stoviglie, tutti lanciati con molto impegno, di balletti entusiasti sulle canzoni di Oceania, di dita negli occhi dei tuoi compagni all'asilo, di passaggi di soprannome da principessa (che detestavo, ma bella e delicata come sei a chi non ti conosce veniva spontaneo) a monella (molto più figo, no?).
Un anno di ricordi, primi bagnetti al mare, prime (e seconde e terze e quarte e quinte) influenze, primi assaggi, primi baci, primi tentativi molto chiari di indipendenza.

Sai Becca, con te ho avuto una maternità più di contatto, tra l'uso della fascia e l'allattamento anche notturno e un pochino più prolungato che con tuo fratello eppure quel legame simbiotico che ho avuto con lui è durato davvero poco e non sai quanto "egoisticamente" mi manchi, nonostante sia molto fiera di te e della curiosità verso il mondo che non sono più solo io, dell'amore che provi per gli uomini di casa e della non necessità che hai della mia presenza.

Mi sento un pò malinconica se ripenso a quei primissimi giorni in ospedale quando eravamo sempre sole, in una stanza senza compagne, con papà che doveva stare tanto con AleLeo. E' stato stupendo conoscerti piano piano, vederti aprire gli occhi per la prima volta, di notte, solo io e te. Attaccarti al seno con serenità (fino all'ittero, maledetto ittero), scoprire ogni tua piega, ogni tua micro ciccetta, ogni tuo dito.

Che poi se ti dico che ti amo sembro stucchevole e considerato quante volte mi fai perdere le staffe chissà se ci crederesti. Però sai, amore mio, io credo che se mi viene da commuovermi ripensando ad ogni tua caratteristica, al tuo neo sullo zigomo sinistro, al piccolo schiarimento della pelle sul ginocchio, al colore caleidoscopico dei tuoi occhi, ai tuoi due dentini sotto e a quello sopra che sta per uscire, al tuo modo di fare la linguaccia, al tuo mammammamma, ai tuoi piedini e alle tue manine, ai vestiti tre/sei mesi che ancora ti vanno. Ecco, se mi commuovo pensandoti, mi sa proprio che è perchè ti amo.
Se no non si spiega.

Come non si spiega come mai quando non riesco a farti addormentare per due ore di notte e sveglio tuo padre per darmi il cambio rimango sveglia a letto aspettando di sentire che finalmente sei rilassata e non piangi più (nel frattempo ovviamente elencando tutti i motivi per cui sono una pessima madre, ca va sans dire).

E quindi te lo dico.
Sono la tua melensa, stucchevole, poco originale madre.
E ti amo

La mamma


martedì 17 gennaio 2017

4 ANNI - ALELEO



Buon compleanno, amore mio, gorilla Van Gogh,
quattro anni sono passati in un lampo dal 17 gennaio 2013.
Quando sei nato eri uno scricciolo di meno di tre chili per cinquanta centimetri eppure hai preso tutto lo spazio esistente nelle nostre vite. Con quella manina che mi ha stretto l’indice per tutta la notte da allora fino a qualche mese fa per addormentarti. Adesso sei un bimbo grande e come tale ti accontenti che appoggi il piede vicino al tuo perché capisci che devo tenere in braccio la tua sorellina così vi addormentate insieme, legati dai miei arti che fanno passare i sogni dall’uno all’altra.
Che dire? Sei un bambino amabilissimo, logorroico ogni tanto, sorridente sempre, comprensivo, dolce, con una carica emotiva fortissima che esplode in balletti incontrollati o in liberatori urli animaleschi.


Proprio gli animali sono la tua più grande passione. Ne possiedi centinaia, di ogni tipo e di molti hai voluto imparare il nome in inglese tanto da inventare assurde frasi mezze in italiano e mezze in inglese che mandano in confusione i nonni quando cercano di capire di cosa tu stia parlando al telefono la sera quando li senti. Ti piace cantare, guardare i cartoni animati (sempre sempre gli stessi, con grandi discussioni quando ti propongo qualcosa di nuovo), farti leggere i libri o cercare di leggerli tu approfittando del fatto che hai una buona memoria, abbracciare papà, farci la lotta, saltargli sopra e in generale approfittare della sua bontà. Ti piacciono i tuoi nonni, il tuo neonato cuginetto Pietruzzo che hai visto solo due volte ma ritorna spesso nei tuoi discorsi, far ridere tua sorella facendo il matto, i baci di mamma e la ninna-nanna che chiedi solo ogni tanto.
Hai dei capelli lisci lisci e matti matti allo stesso tempo, un sorriso contagioso, delle bellissime manine, sei magrolino “ma sono forte io”, occhi enormi e ciglia chilometriche che tua sorella ti invidierà da matti.
Dolce amore, quando ti guardo e mi rivedo così tanto, nei lineamenti e nei colori, nel modo di prendere la penna in mano, nel mignolo del piede che non si muove insieme alle altre dita, nel sudorino sopra il labbro, nel modo che hai di cantare per strada e di parlare in continuazione, nell’ostinazione a ripetere la stessa domanda finchè non ti si risponde, nelle stizze da “non vi sopporto più”, nel desiderio di far ridere, nell’empatia che ti spinge a domandare alle persone “sei arrabbiato? Sei triste?”, nella dolcezza che ti fa chiedere le coccole, a volte mi chiedo se soffrirai in questo mondo che in generale non merita tutta la tua grande bellezza, vorrei per te una vita che non interrompa mai il tuo prezioso sorriso, che non spenga mai quella brillante luce nei tuoi occhi che seppur quasi neri riescono ad essere più luminosi di qualsiasi altro sguardo abbia mai incontrato, che non turbi mai la tua felicità, che non corroda la tua fiducia nelle persone, che non sporchi il tuo animo puro.


Sai dolce cuore mio, a volte vorrei poterti trattare come un bimbo piccolo invece di insegnarti ad essere un bimbo grande, fare la mamma non è facile neanche se si ha un figlio dolcissimo e sereno come te.
Però oggi non voglio pensare a quando sarai adolescente e mi rinfaccerai ogni errore che ho fatto e farò con te, oggi voglio godermi la tua felicità quando verremo a prenderti all’asilo e ti porteremo a comprare un nuovo animaletto nel negozio dei giochi, a mangiare il gelato al cioccolato che ti piace tanto e ti daremo il Duplo Viaggio intorno al mondo che avevi chiesto a Babbo Natale e che tanto ti ha deluso non aver ricevuto. E faremo scegliere a te il menu della cena e se cenare a casa o fuori.


Voglio vederti urlare dall’emozione, gioire in maniera scomposta e ridere come un bimbo.
E tenerti dentro di me ancora un pochino, ancora un giorno, e un giorno ancora.

Ti amo tanto bellissimo AleLeo

La mamma

domenica 1 gennaio 2017

Culodritto - 9 mesi



Ciao Culodritto,
proprio stanotte, la notte in cui arriva il nuovo anno, sono passati nove mesi da quando sei nata, e ora sei ufficialmente più del mondo che mia.
A volte penso che tu sia una bimba difficile, ma non è vero, è solo che sei già. Sei te stessa, senza compiacere nessuno, senza quasi aver bisogno di me, di noi, senza sorridere per farci sorridere. A volte mi dimentico che è più giusto così e che in realtà è proprio quello che sogno ed ho sempre sognato per te.
Essere donne in questo mondo non è facile, anche la tua famiglia, che di sicuro ha un'idea ferma e sicura di cosa sia l'uguaglianza, a volte cade negli stereotipi tipici del sessismo. Come quando papà proclama che picchierà tutti i tuoi fidanzati, come quando i nonni dicono ad AleLeo che deve proteggerti, come quando le maestre dell'asilo ti chiamano Princi o come quando io ti compro dei vestiti rosa perchè proprio non posso farne a meno. 




E tu sei già così forte e volitiva che, anche se relazionarmi con te a volte mi viene più difficile perchè non hai bisogno di me, il mio sguardo su di te è pieno di orgoglio. Sono fiera di te, mia piccola guerriera, che sai sorridere in quel tuo modo storto e buffo, che sai guardare con "occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti", che sai scacciare i bimbi che ti vogliono toccare ma che riservi la tua risata migliore per quel fratello casinista che fa il buffone pur di provocare quel suono cristallino. Che sai già chiedere le attenzioni ma non ti sdilinquisci per baci e abbracci, che mangi come un piccolo bove ma hai appena superato i 6 kg, che non stai mai ferma, MAI, che gattoni già da un pezzo e che ti aggrappi a qualsiasi cosa pur di stare in piedi, che balli piegando e stendendo le ginocchia, anche quando sei nel seggiolino, tenendo il tempo con il piede.
Che guardi tuo padre con un amore che gli invidio meschinamente, che guardi tuo fratello con un sorriso che gli invidio meschinamente, che a me che ti tengo in braccio non mi guardi mai perchè vuoi girarti verso il mondo.




Vai Culodritto, vai e sii felice, vola, vola tu, dov' io vorrei volare verso un mondo dove è ancora tutto da fare e dove è ancora tutto, o quasi tutto, da sbagliare...

Quando vorrai io sarò comunque qui ad ammirare la tua forza e il tuo coraggio, a guardarti spaccare il mondo con una sola alzata di sopracciglio, a sperare per te ogni cosa bella, a parlare con te di ogni libro che ti è piaciuto o di ogni ragazzo che ti ha guardato, a dirti di non nascondere la tua bellezza, di non temerla, a suggerirti di viaggiare, di conoscere il mondo che anche se fa schifo a volte, sa essere più inaspettato e incredibile di quanto ci aspettiamo.


Scusa se non sono forte e sicura quanto dovrei. Magari me lo saprai insegnare tu, che ne dici, ragazza magica?

Ti amo da morire

La tua mamma

venerdì 15 luglio 2016

La haine




Che l'orrore possa non spegnere mai i vostri sorrisi e turbare i vostri sonni. Che la follia che sta schiacciando i nostri cuori possa terminare prima che dobbiate muovere i primi passi da soli in questo mondo che oggi, una volta ancora, assomiglia più ad un terribile videogioco di morte che alla realtà che noi genitori sogniamo per voi. 
Che io possa essere in grado di proteggervi dalla crudeltà e dall'odio, sia di quelli che compiono queste vomitevoli azioni, sia di coloro che approfitteranno per aggiungere ignoranza e odio a quanto già presente negli atti ignomignosi che oggi hanno colpito Nizza. Stanotte non dormirò tranquilla sapendo di avervi messi al mondo in un periodo così buio.

Vi amo
La Mamma

martedì 17 maggio 2016

Rebecca Demetra

Essere mamma una seconda volta...
Se ci penso che quattro anni fa sembrava un sogno proibito. E invece eccoci qui, tu nella cullina a fare la nanna e tuo fratello davanti a Masha e Orso con tosse e raffreddore. E io a ritagliarmi questi minuti per ripercorrere la strada che ci ha portati a te.



Mi ricordo che da subito ho pensato che fossi femmina. I sintomi erano molto diversi da quelli che avevo avuto con AleLeo (per il quale sentivo che fosse maschio dall'inizio) e poi non so.  Ogni volta che dicevo "il bimbo" dentro di me sorgeva spontanea una domanda: "Perchè parlo al maschile?".
Ricordo anche che il primo nome che ho pensato per te era Diletta, la figlia tanto desiderata. Poi abbiamo cambiato idea. Dovevi essere solo Demetra ad un certo punto, ma un'eco in 3D ha rivelato una sirenetta sorridente e quel nome così importante e adulto non somigliava a quell'immagine sbarazzina. (Avessi saputo che saresti somigliata ad una nonnina appena nata...)
Ricordo quel week end romantico con papà e i giochi che ci hanno portati a scegliere il tuo nome. Dalla lista iniziale abbiamo tolto due nomi a testa, poi salvati due nomi a testa e così via fino ad arrivare a cinque. A quei cinque (Olivia, Morgana, Sveva, Rebecca, Demetra) abbiamo dato un punteggio da uno a cinque per il significato, il suono con il cognome, il diminutivo (Becca come la figlia di Hank Moody), il carattere che rispecchiava secondo noi e il gusto personale. Non c'è stata gara e tu hai cominciato a rispondere in maniera chiarissima ad ogni nostro richiamo con quello che sarebbe stato il tuo nome definitivo.
Ricordo una gravidanza abbastanza faticosa, tra il solito diabete gestazionale, la sciatica, la pubalgia, le contrazioni e soprattutto il maledetto odioso reflusso che mi ha condannato ad un ultimo mese terribile.
E poi soprattutto i tuoi movimenti, percepiti così presto, non mi hanno mai abbandonata, forti e costanti. Il singhiozzo della sera che hai tuttora anche fuori dalla mia pancia. Quanta voglia avevo di conoscerti e di vederti. L'idea che potessi o no assomigliare a tuo fratello aumentava la mia curiosità.
E dopo tutto il tempo passato a viverci da dentro, è finalmente arrivato il momento di dare sfogo ai sensi in attesa.
Sei nata dopo un travaglio tutto sommato veloce, due ore di contrazioni relativamente sopportabili in cui la mamma ha fatto la buffona come suo solito, un'ora più complessa al termine della quale ho avuto davvero paura di non essere abbastanza forte da darti alla luce e poi, grazie all'ostetrica Ida, che non ha permesso ai miei timori di realizzarsi e a me di crollare (e alle mani di papà che si sono lasciate torturare volentieri dalle mie) dopo tre spinte la tua testa è uscita da me, rimanendo impegnata per qualche secondo, donandoti un colorito cianotico che ha tanto spaventato tuo padre.




Poi sei venuta alla luce.
E hai pianto. Terrorizzandomi.
Quando è nato tuo fratello aveva gli occhi aperti spalancati e mi guardava. Non ha fatto un fiato. Ed è stato un neonato gestibile e tranquillo.
Tu sei nata con gli occhi chiusi, il viso incazzato e urla belluine (le stesse che ho prodotto io durante la fase finale del parto). Ho pensato "non dormirò mai più" . Invece poi abbiamo fatto conoscenza e ti sei rivelata persino più serena del tuo fratellino. Due ore pelle a pelle, con te che scoprivi il mio odore e la mia consistenza e io che studiavo i tuoi lineamenti e godevo del tuo calore.


Quando è arrivata l'ora di uscire dalla sala parto abbiamo chiesto di aspettare l'arrivo di AleLeo che nonna Tony era andata a prendere. Ci tenevo che loro due ci fossero a vederti. Credo che saranno senza dubbio tra le persone più importanti della tua vita. Ma non mi aspettavo che le infermiere (complice il fatto che non c'era altra partoriente) facessero entrare il tuo fratellino che ci è corso incontro nel corridoio sbatacchiando un mazzo di fiori a gambo lungo che non sono arrivati proprio integri all'incontro con me, che sono stata subito sgridata per averlo preso in braccio (pare che si possa svenire dopo aver partorito... hhihihih).

Siamo usciti così a farci conoscere dal mondo, come una famiglia. Noi quattro.

E una volta arrivati in camera sei stata buonissima e hai riposato dandomi il tempo di coccolare il tuo fratellino e leggergli il libro che "tu gli hai regalato".
Il tuo fratellino che ora ti da il ciuccio quando piangi, che mi chiede di dirti di guardarlo, che vuole sapere quando sarai abbastanza grande per giocare con lui, che è curioso di vedere la tua cacca, che ti apostrofa con "non si sente niente!" quando piangi troppo forte, che mi esorta a darti "la puppa" per calmarti, che dice di te "la mia sorellina" e che ti sussurra "ti amo tanto Rebecca".




E' già passato un mese e mezzo ormai e tu non arrivi ancora a 4 kg, ma già il tempo mi sfugge di mano, so che domani sarai grande e adolescente e discuteremo a lungo e così cerco di godermi ogni istante con te.

Sarà un'avventura crescere insieme ed io non vedo l'ora di viverne ogni momento.
Non so se sarò costante nello scrivere di te, ma so che sarò costante nell'amarti, nel baciarti (finchè mi sarà consentito), nell'annusarti e nel conoscerti.

Spero di essere la mamma che meriti.
Grazie per averci scelti.

Con amore
Mamma

martedì 17 giugno 2014

Giulia Passione: 17 mesi

Oggi, 17 giugno fai 17 mesi tu che sei nato il 17 gennaio.
E ora che mi vengano a dire che il 17 è un numero sfortunato quando tu, tu mio Leoncino, tu sei la mia più grande fortuna insieme a papà.

Quando qualcuno mi diceva che ad un certo punto ti avrei visto cambiare con una velocità inimmaginabile e che dalla sera alla mattina avrei avuto davanti agli occhi un bambino diverso non mentiva (solo precorreva un bel pò i tempi, visto che me lo diceva più di un anno fa). E quando leggevo da Eva (blog che consiglio e che ho letto da cima a fondo poco tempo fa) di come il suo N.E. fosse cambiato con una rapidità che neanche Italo, quello dei treni, mi stupivo.

E invece è proprio così. Sei un fiume in piena, inarrestabile, irrefrenabile, incontenibile.
Sei meraviglia e stupore. Sei fatica ed impegno. Sei ogni istante di ogni mia giornata e di ogni mattinata in cui spero sempre di dormire un pochino di più.

Alessandro Leone a Carnevale


Ho fatto questo gioco per i tuoi 9 mesi, per i tuoi 15 mesi e lo faccio anche oggi, mentre tu dormi nel lettino che immagino dovrebbe contenerti fino ai 4/5 anni ma che mi sembra così corto per te, già ora (e non è che tu sia uno stangone, anzi).

Ti piace:

tirare i capelli e non c'è sgridata che tenga
abbracciare le persone a cui vuoi bene
baciare sulla bocca le bambine e ultimamente è capitato anche con i bambini
risalire lo scivolo al contrario, possibilmente da solo e centinaia di volte
camminare
la mamma che fa la scema
il papà che fa lo scemo
i nonni che fanno gli scemi (bella famiglia insomma)
le ciliegie
tirare i peli ai gatti fino a farli urlare
rincorrere i gatti e ridere a crepapelle quando scappano
rimettere a posto i giochi
chiedere l'acqua anche quando non hai voglia di bere perchè sai che nessuno ignorerà la tua richiesta e quando nient'altro funziona allora... glu glu glu
nuotare e mettere la testa sott'acqua
la palla, la palla, la palla, palla palla palla palla palla palla
andare in bici e da poco ti piace anche il casco, tanto che lo vuoi mettere anche quando sei in casa
uscire e in questi ultimi giorni con la mani bocca piedi e la febbre alta hai cercato di evadere in qualsiasi modo, visto che eravamo rinchiusi in casa
il ballo del qua qua, tanto che appena sveglio la prima cosa che dici a volte è PA PA PA battendoti le mani al petto simulando delle ali
obbligare le persone a fare quello che vuoi tu, tirando mani e spostando masse per raggiungere il tuo obiettivo


Non ti piace:

che ti si dica di no
aspettare per qualsiasi cosa. Sei profondamente impaziente e non so da chi hai preso cazzoquantocimettoascriverequestopostcazzo
camminare con la mano. Fosse per te saresti già indipendente e vivresti da solo a casa tua
gli obblighi
il taglio delle unghie
essere costretto fisicamente
che mamma o papà stiano al pc

Sai:

dire: mamma, papà, pappa, nonna (gnogna), nonno (gnogno), palla (lalla), grazie (accie), Ale (LEA), gatto (cacca), schiaccia (ciack), Cocco (cacca), cacca
imitare la mamma: come fa la mamma? gnagnagnagnagna (detto tipo blablabla)
fare i versi di: cane, gatto, asino, mucca, pecora, rana, leone, cavallo, papera, drago, pesce, gallo, orso, scimmia, macchina ed è più difficile per me ricordarmeli tutti che per te farli
camminare, correre, salire le scale da solo, scenderle con la mano, accendere la tv
ridere di cuore e ridere per far ridere
conquistare tutti
farti capire per tutto ciò che vuoi
FARE I CAPRICCI e questo mi fa impazzire letteralmente perchè io giuro non te l'ho insegnato
  
Hai:

sempre 8 denti ma almeno altri 4 inossati da un sacco di mesi
capelli rasati a zero perchè è estate e io non mi rassegnerò mai a quei tagli di moda che su un bimbo proprio non mi piacciono. Corti d'estate lunghi d'inverno. Come vengono vengono
pustole dovunque, residuo della mani bocca piedi
il pisello sempre duro tranne quando hai la febbre
mani decise e abbracci da bimbo grande
muscoli corti e definiti
occhi meravigliosi
bocca da baciare
nasino bellissimo e orecchie perfette


Questo elenco amore mi pare così povero rispetto a tutta l'energia, la vita, il colore che tu porti nelle nostre vite. E devi scusarmi se in questo ultimo mese o quasi la mamma non è stata al massimo della forma ma ci teneva davvero tanto a farti diventare fratello maggiore.
Ti prometto che non smetteremo mai di cercare di darti ciò che reputiamo il meglio. Che sia una famiglia più ampia e piena di possibilità di amare, che sia un paese degno, emigrando, o un reddito un pochino più alto, cercando e trovando un lavoro per la mamma.
Di sicuro non smetteremo mai di amarti, ma chiunque ti abbia visto dal vivo sa che sarebbe impossibile, perchè, senza temere di sembrare una reclame degli anni '50, tu sei stupefacente e indescrivibile.

Sempre con tutto l'amore del mondo (ma non rompere le scatole mentre preparo la pappa perchè DEVE CUOCERE!!!)
La mamma

mercoledì 28 maggio 2014

I HAD a dream

Ho sognato che una notte, più precisamente il giorno della liberazione, la mia ultima nonna (quella materna) si liberava delle sue spoglie terrene.
Ho sognato che dopo due test negativi il giorno dopo abbiamo fatto l'ennesimo test ed era positivo.
Ho sognato che dicevo a Ford "Allora non sono pazza!", riferendomi al fatto che so ancora credere e sognare dopo anni di sconfitte cocenti.
Ho sognato che telefonavo a mia mamma per dirle che nonna Silvia ci aveva fatto un regalo ed era arrivata un'acciughina a fare compagnia ad AleLeo.
Ho sognato sintomi. Stitichezza, seno dolente, senso perenne di nausea, voglia inarrestabile di pomodoro in tutte le sue declinazioni, 8 pipì a notte, pancia lievitata.
Ho sognato che l'acciughina sarebbe nata a Dicembre, sarebbe stata del segno del Sagittario e che questo faceva ridere perchè in 4 noi saremmo stati Scorpione, Sagittario, Capricorno e Acquario, tutti di seguito, tutti gli elementi in una sola famiglia.
Ho sognato che l'acciughina sarebbe nata nel 2014 nascendo così nell'anno cinese del Cavallo, facendo anche in questo modo un divertente filotto: Serpente, Cavallo, Capra e Scimmia.
Ho sognato che avrebbe avuto poco meno di 2 anni di differenza con AleLeo, che sarebbero stati fratelli vicinissimi.
Ho sognato che ce l'avevamo fatta, stavolta senza penare troppo e da soli.
Ho sognato un miracolo.

Poi.
Ero su un lettino ginecologico e un monitor rifletteva ciò che una sonda vedeva dentro di me. Non so se sono passati più di due secondi prima che mettessi a fuoco che mi ero svegliata. E nel peggiore dei modi.
Un'acciughina di 3 cm. Immobile. Senza battito.
Anzi ho notato prima che era senza battito, anche se siamo stati un bel pò con la ginecologa a cercarlo, lei che ci conosce bene e sa quanto questo significhi per noi. L'immobilità l'ho notata dopo.

Pazienza mi dico, sarà per un'altra volta, se ci sarà.
Pazienza mi dico, ci sono cose peggiori.
Pazienza mi dico, domani in ospedale mi porto le ultime puntate di Revenge e Vampire Diaries, passerà in fretta.
Pazienza mi dico, l'importante è che AleLeo stia bene.
Pazienza mi dico, andrò in Egitto senza patemi d'animo.
Pazienza mi dico, l'importante è che noi siamo insieme e ci amiamo.

Pazienza mi dico.
Pazienza.






"Agnese dolce Agnese color di cioccolata adesso che ci penso non ti ho mai baciata"


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